RISTAMPA! Ep. 7: “Prima missione completata”

RIPROPONIAMO AI NOSTRI LETTORI IL SETTIMO EPISODIO DI SUPERMEGABOY!

Era una notte di fine primavera a Firenze City quando Supermegaboy, sempre immobile sul tetto con le gambe divaricate e i pugni sui fianchi, grondava sudore seguendo terrorizzato il gatto che si avvicinava zampettando sulle tegole, e si disse che alla fine dei conti la sua situazione era molto più drammatica di quella della vecchina giù in strada, innanzitutto perché Supermegaboy episodio7 vertigoera bloccato su un tetto e soffriva di vertigini, secondo di poi perché l'unica via d'uscita era un bugigattolo di soffitta a pochi metri da lui ma non poteva entrarci in quanto soffriva di claustrofobia, infine un temibile felino si stava avvicinando con fare minaccioso e lui soffriva di ailurofobia, insomma comunque la si voltasse era proprio una situazione di merda, mentre la vecchina dabbasso in fin dei conti aveva poco da lamentarsi, tanto per cominciare aveva la fortuna di poter tenere i piedi ben saldi a terra, e anche se al momento uno dei capelloni la stava facendo roteare in aria ben presto sarebbe atterrata al suolo, secondo di poi quella vecchietta non era costretta a entrare in nessun bugigattolo per cercare una via d'uscita, anche se in quel momento l’altro capellone provava a inserirla in un cestino della spazzatura, ma sopratutto non doveva affrontare un felino dall’aria sinistra, e fu così che Supermegaboy lanciò a quella stronzetta uno sguardo schifato e vide che là sotto i due capelloni stavano organizzando un pestaggio di tutto rispetto con spranghe d’acciaio, cinghie di cuoio, elmetti a punta prussiani della grande guerra, stereo con i Pantera, moto chopper guidate da troie in bikini di pelle e nani pelosi con guanti borchiati, e mentre la vecchina emetteva versi gutturali e spruzzetti bordeaux, Supermegaboy ebbe un gesto di stizza nei suoi confronti anche perché poteva farla finita con tutta quella pantomima, neanche fosse stata la prima vecchina a essere picchiata da una banda di balordi, ssupermegaboy episodio7 solitudineenza contare il fatto che se lei fosse rimasta a casa a guardarsi uno sceneggiato televisivo, quei due ragazzotti invece di perdere tempo a picchiarla avrebbero potuto aiutare lui a scendere dal tetto, e così Supermegaboy realizzò per la prima volta che la vita del supereroe è piena di solitudine e incomprensione e che forse l’umanità non meritava il suo sacrificio, tuttavia aveva giurato a se stesso di diventare il paladino del bene e non poteva gettare la spugna alla prima missione, e quindi decise che era giunto il momento di agire e siccome non riusciva a parlare perché aveva le labbra immobilizzate dalla brezza notturna e dalla paura, cominciò a lagnarsi nel tentativo di attirare l’attenzione dei due capelloni là sotto che intanto avevano legato la vecchina su un asino ben imbottito di mortaretti, collegato via scroto il quadrupede erbivoro a un cavo d’acciaio che scendeva a mezza altezza in direzione della stazione di Campo di Marte, dato fuoco ai capelli della vecchia e sparato un razzo fischione nel culo all’equino tipo scoppio del carro pasquale e l’asino, tra i botti d’artificio, era partito al galoppo più sfrenato seguito a corsa dalle troie e i nani borchiati a bordo dei chopper smarmittanti, e così era tornato il silenzio in strada finché uno dei malviventi disse al compare che sentiva ancora quello strano suono che poteva essere il verso di un uccello notturno, forse un fenicottero ma non era supermegaboy episodio7 panterasicuro che il fenicottero fosse un uccello notturno, e l'altro che intanto contava i soldi della pensione s’incazzò e gli disse di non interromperlo che la conta non era facile, ma proprio in quell'istante avvenne che il gatto, forse eccitato dal rumore emesso da Supermegaboy che effettivamente assomigliava al verso di un uccello notturno, si alzò sulle zampe posteriori e levò in alto quelle anteriori da cui spuntarono gli unghioli affilati, al che il supereroe sussurrò un languido "Aiuto, qualcuno mi aiuti" e i capelloni in strada si guardarono intorno dicendosi l’un l’altro che sì, doveva esserci qualcuno nascosto e non si trattava di un uccello notturno, ma il volto di Supermegaboy divenne ametista quando vide che le zampe posteriori del gatto si piegavano come molle pronte a scattare e che lì in mezzo s’alzava ben dritto e garrulo l’organino del piacere felino, al che il supereroe provò a richiedere aiuto ma in quell’istante il gatto si lanciò su di lui arpionandogli i coglioni con gli unghioli e perforandogli il menisco con il falletto ben dritto, al che l’eroe latrò per il dolore, afferrò il gatto per la coda e tirandolo più forte che poté per staccarselo di dosso, scivolò dalle tegole e dopo un volo di qualche metro andò a sfondare il tettino di una Panda parcheggiata giù in strada, e i due capelloni si buttarono a terra e videro atterriti un’ombra mascherata sgusciare via dall’auto distrutta e cominciare a saltellare e correre e piroettare e urlare come un indemoniato, e mentre i due supplicavano pietà, l’ombra mascherata impassibile alle loro preghiere s’infliggeva ripetuti colpi di giuggizzu all’altezza dei coglioni e lanciando urli lancinanti, nella speranza di staccare gli artigli del gatto, Supermegaboy si lanciò a gambe aperte contro un palo della luce e poi vi si avvinghiò e cominciò a colpirlo con forza come se volesse incularselo, e sopraffatti dal terrore i supermegaboy episodio7 asinocapelloni tirarono fuori il cellulare e chiamarono la polizia pregandoli di venire subito a prenderli ché avrebbero confessato qualsiasi crimine, e fu allora che una manona meccanica acciuffò Supermegaboy al volo mentre un’altra manona gli staccò a forza il gatto attaccato ai coglioni, cosa che provocò un ultimo e fioco grido di dolore del supereroe che grazie ai comandi di Adalberto Nabucco fu riportato semisvenuto nel laboratorio segreto.

つづく