RISTAMPA! Ep. 24: “Terrore a Cascine Park”

RIPROPONIAMO AI NOSTRI LETTORI IL VENTIQUATTRESIMO EPISODIO DI SUPERMEGABOY!

Era una notte di inizio autunno a Firenze City, quando Adalberto Nabucco, svegliato dal suo sesto senso di genio informatico, si alzò cauto dal letto, infilzò le sue ciabattone e cominciò a guardarsi febbrilmente intorno, nel laboratorio regnavano oscurità e silenzio ma lui sapeva che in città era accaduto qualcosa di terribile, lo sentiva, era il suo istinto a suggerirglielo, quindi deglutì a fatica, una goccia di sudore solcò la sua guancia, e fu allora che Adalberto percepì un leggero rantolio, come un sospiro sommesso che lo fece sobbalzare per il terrore, e capì che il pericolo era più vicino di quanto avesse pensato, molto vicino, fin dentro il suo laboratorio, a pochi metri da lui, forse proprio dietro le sue spalle… fu così che voltandosi d’istinto, Adalberto sferrò un colpo mortale di nakadaka-ken su qualcosa di particolarmente duro che però, dal suono sordo, si rivelò essere la porta del bagno, ma fu proprio mentre estraeva il braccio dolorante dal legno sfondato che il genio informatico udì ancora lo stesso misterioso rantolio, supermegaboy ep24 - Adalberto Terrore a Cascine Parkcosì si voltò e senza esitazione s’avventurò come un ninja nella penombra del laboratorio, e ancora una volta ecco quel maledetto rumore soffocato che lo fece sobbalzare, e Adalberto capì che ormai la fonte di quel suono sinistro era vicina, e così si fermò pensando a come muoversi, ed ecco che si accorse di una piccola televisione accesa, senza audio, posta sulla scrivania davanti a lui, e vide che in quel momento c’era un’edizione speciale del telegiornale e si vedevano il greto di un fiume e tanti poliziotti, poi il corpo senza testa di un uomo visibilmente in stato di eccitazione e anche una ragazza in reggicalze e mutandine di pizzo veneziano che sorrideva alla telecamera sistemandosi i capelli, ma Adalberto sobbalzò quando lesse in sovrimpressione che quel fiume era l’Arno e che tutto ciò era avvenuto a Firenze City, e così si allungò per raggiungere il telecomando e alzare il volume, ma fu proprio in quell’istante che udì ancora il rantolio misterioso, e questa volta era proprio sotto di lui, e così con un "Uatà!" affondò il gomito per colpire, seguirono un momento di silenzio e poi un latrato argentino da voce bianca, al che Adalberto – dopo aver urlato un "Ti ho scovato, bastardo!" – saltò verso il muro e accese l’interruttore, di colpo le luci illuminarono il laboratorio e il genio informatico si ritrovò ai piedi Facundo Mostarda che, tenendosi il basso inguine con le mani, si contorceva a terra per il dolore, ma in quell’istante gli occhi di Adalberto si spensero, non disse niente, e rimase là, come imbambolato, lo sguardo perplesso che non riusciva a mettere a fuoco quella strana persona anonima, con un pigiama anonimo e la riga anonima in mezzo ai capelli che si trovava nel suo laboratorio in piena notte, e quando finalmente Facundo riuscì a salutarlo, Adalberto lo guardò interrogativo chiedendogli chi fosse e Facundo gli raccontò chi era, come si erano incontrati e le loro ultime avventure, e solo allora, dopo qualche attimo di esitazione, il volto di Adalberto s’illuminò e batté le mani complimentandosi con l’amico per la capacità di risultare anonimo, poi gli chiese scusa per il colpetto con cui l’aveva svegliato e chiese cosa ci facesse là, e Facundo Mostarda gli raccontò che purtroppo erano vari giorni che non riusciva a trovare il suo appartamento perché si trovava in un edificio troppo anonimo e a un piano troppo anonimo, e così veniva a dormire nel laboratorio segreto, tanto era così anonimo che nessuno se ne sarebbe accorto, ma proprio in quell’istante squillò il telefono rosso, Adalberto supermegaboy episodio 24 Telefono rossoafferrò la cornetta con fare serioso e dall’altra parte c’era il commissario Franco Cannone che, tra gli sbadigli e le imprecazioni, gli disse che quella notte era successo un casino a Cascine Park, lungo il greto dell’Arno, dove un uomo con un’erezione era stato decapitato e che la ragazza che era con lui, una certa Patrizia ritrovata in reggicalze e mutandine di pizzo veneziano, affermava che il colpevole era una specie di mostro peloso alto quanto un palazzo, ma soprattutto Cannone gli disse che non aveva dormito un kaiser a causa di tutta quella cipolla che s’era ingurgitato la sera precedente, perché purtroppo da quando era stato operato ai calcoli doveva stare un po’ più attento alla dieta, “Ma di cosa stavamo parlando?” fece poi il commissario scocciato, “Ah, sì, quel tizio decapitato…” e gli disse di chiamare subito Supermegaboy per recarsi al commissariato e cominciare le indagini, ma Adalberto rispose che venire al commissariato sarebbe stata solo una perdita di tempo, la prima cosa da fare era recarsi sul luogo del delitto prima che le possibili tracce del mostro potessero cancellarsi, “Mi stupisco di lei, commissario, è importante seguire la procedura, e si ricordi che c’è stato un morto!” commentò alterato Adalberto, e Cannone sbuffò che lo sapeva ma che pensava che sul greto dell’Arno a quell’ora facesse freddino, il tempo dava a pioggia, “Ma che vuole che siano due gocce per i paladini della giustizia?” rispose contrariato il genio informatico, “Ma, ecco veramente…” soggiunse Cannone abbassando la voce, “Ho fatto portare qua la ragazza che ha assistito alla decapitazione, quella Patrizia, e per non inquinare eventuali prove, ehm, ho supermegaboy episodio 24 Cascine Parkordinato di lasciarla in reggicalze e mutandine di pizzo veneziano!”, “Saremo al commissariato tra cinque minuti!” esclamò Adalberto serio e prima che Facundo Mostarda potesse aprire bocca gli lanciò il costume di Supermegaboy.

つづく