Ristampe

RIPROPONIAMO AI NOSTRI LETTORI IL SESSANTACINQUESIMO EPISODIO DI SUPERMEGABOY!

 

Supermegaboy si siede. “Oh, no aqui” gli dice Supermiguel facendogli cenno di alzarsi.

“Ecco, questo è il posto para los amigos” e lo fa sedere su un divanetto vicino alla fionda.

Ma Supermegaboy ricomincia a ridere e si lancia in un balletto flamenco. “Chi se ne frega di Brutus Dexter!”

“Ti prego, te sientas” Supermiguel riesce a farlo tornare seduto, poi gli offre un altro bicchiere di liquore.

Supermegaboy lo assaggia “Estos gallos!” urla. “Questo sì che è un liquore potente”

“Bravo” risponde soddisfatto Supermiguel. “Ma tu adesso rimani aqui, fermo, chiudi los ojos e rilassati...”

“No te preocupes, il viaggio non es largo, ma è meglio se metti este sueter” e gli fa indossare un maglioncino.

“Ma non capisco, amico mio” dice Supermegaboy grattandosi la testa. “Di quale viaggio stai parlando?”

“E salutami Firenze City” ride Supermiguel. E con la manina gli fa ciao.

RIPROPONIAMO AI NOSTRI LETTORI IL SESSANTAQUATTRESIMO EPISODIO DI SUPERMEGABOY!

 

“Qué le gusta?” chiede Supermiguel Ramonito Gomez de la Sernita. “Este es un tirachinas... mierda, como se dice?”

"Ah, che buffo, sembra una grande fionda” ride di gusto Supemegaboy.

“Exacto!” esclama il supereroe spagnolo. “Si tratta proprio di una grande fionda, excelente, despierto como yo”

“E così, tanto per curiosità” chiede Supermegaboy sudando freddo. “A cosa dovrebbe servirmi questa fionda?”

Ma Supermiguel Ramonito Gomez de la Sernita sorride felice. “No pensamos ahora, ven con migo a beber sangria”

I due fanno un giretto nei locali più famosi, dal “Borracho como burros” al “De agujeros como terrazas” fino al “Empapado como esponjas”

“Hic, questa Pamplona, hic, comincia quasi a piacermi, hic...” dice Supermagaboy arrancando verso casa.

“Caro amico” dice Supermiguel. “Esto es Espana! Vieni, entrar en la casa, così ci facciamo una copa della staffa”

“Tu sì che sei un vero amico” piange Supermegaboy tra i fumi dell’alcol, “Mica Adalberto che preferisce stare a Oslo a parlare di ungulati”.