Monthly Archives: gennaio 2016

RIPROPONIAMO AI NOSTRI LETTORI IL SETTIMO EPISODIO DI SUPERMEGABOY!

Era una notte di fine primavera a Firenze City quando Supermegaboy, sempre immobile sul tetto con le gambe divaricate e i pugni sui fianchi, grondava sudore seguendo terrorizzato il gatto che si avvicinava zampettando sulle tegole, e si disse che alla fine dei conti la sua situazione era molto più drammatica di quella della vecchina giù in strada, innanzitutto perché Supermegaboy episodio7 vertigoera bloccato su un tetto e soffriva di vertigini, secondo di poi perché l'unica via d'uscita era un bugigattolo di soffitta a pochi metri da lui ma non poteva entrarci in quanto soffriva di claustrofobia, infine un temibile felino si stava avvicinando con fare minaccioso e lui soffriva di ailurofobia, insomma comunque la si voltasse era proprio una situazione di merda, mentre la vecchina dabbasso in fin dei conti aveva poco da lamentarsi, tanto per cominciare aveva la fortuna di poter tenere i piedi ben saldi a terra, e anche se al momento uno dei capelloni la stava facendo roteare in aria ben presto sarebbe atterrata al suolo, secondo di poi quella vecchietta non era costretta a entrare in nessun bugigattolo per cercare una via d'uscita, anche se in quel momento l’altro capellone provava a inserirla in un cestino della spazzatura, ma sopratutto non doveva affrontare un felino dall’aria sinistra, e fu così che Supermegaboy lanciò a quella stronzetta uno sguardo schifato e vide che là sotto i due capelloni stavano organizzando un pestaggio di tutto Leggi tutto →

RIPROPONIAMO AI NOSTRI LETTORI IL SESTO EPISODIO DI SUPERMEGABOY!

Era una notte di tarda primavera a Firenze City quando Supermegaboy, gambe divaricate e pugni sui fianchi, era sempre sul tetto della solita casa, immobile come una statua di sale, a scrutare le strade sottostanti, e Adalberto là sotto sul marciapiede cominciava quasi a urticarsi i coglioni visto che era passata già un’oretta e quello lassù non accennava a muoversi e allora gli urlò di scendere giù, ché quella notte avrebbe compiuto la prima missione esplorativa per prendere familiarità con la supermegatuta, ma Supermegaboy senza muoversi di un millimetro e a labbra serrate gli disse che in realtà si era dimenticato di dirgli che soffriva di vertigini e che lui da quella tegola col cazzo che si muoveva, aveva troppa paura di cadere, e non avrebbe mosso un alluce neanche se là sotto ci fosse stata la nazionale femminile danese di nuoto sincronizzato da salvare, allora il genio informatico gli rispose che per scendere Supermegaboy episodio 6 nuoto sincronizzatobastava che alzasse il braccio destro e aprisse la vetrata della soffitta che aveva accanto e da lì poteva entrare in un bugigattolo che l’avrebbe condotto alle scale principali, ma Supermegaboy stando sempre ben attento a non muovere un muscolo rispose che gli sembrava tutto un po' complicato e rischioso e comunque si era dimenticato di dirgli che soffriva anche di claustrofobia e quindi non sarebbe entrato in un bugigattolo neanche se ci fosse stata dentro la nazionale femminile australiana di hockey su prato, e allora Adalberto gli chiese cos’aveva intenzione di fare per togliersi da quell’impiccio visto che era quasi mezzanotte e Supermegaboy rispose che non aveva intenzione di fare niente, sarebbe rimasto lì, in quella posizione, che anzi stava proprio bene e c’era anche una leggera brezza rinfrescante, c'avrebbe pensato poi, e il genio informatico rispose che non gli pareva proprio un granché come soluzione ma comunque lui aveva da

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