Monthly Archives: novembre 2014

Era una notte di metà autunno a Firenze City, quando Supermegaboy e Adalberto Nabucco passeggiavano per le strade di Firenze City con un paio di gelati in mano, e osservavano avviliti i muri tappezzati dalle locandine su cui c’erano un disegno di Gozzallo in catene e una scritta a caratteri cubitali che recitava ‘La cittadinanza tutta è invitata a partecipare al più grande spettacolo del mondo!’, e tutto intorno le persone correvano verso le biglietterie e urlavano di supermegaboy - episodio 28 - locandinagioia per il grande evento, e c’erano anche dei bagarini che vendevano alcuni biglietti in prima fila a prezzi inauditi, ma Supermegaboy sospirò “Anche se all’inizio avevo paura, ti confesso che adesso quel povero Gozzallo mi fa pena…’ e una lacrima gli solcò la guancia, “Sì, vedere un animale trattato come un fenomeno da baraccone è davvero terribile! L’essere umano è veramente crudele…’, ma non finì la frase che il suo sguardo cadde sull’insegna annerita di un piccolo negozio di animali, ‘Ehi, guarda, ma quello è il negozio Black Apopi, dove lavora quella cassiera così carina vestita da coniglietto, perché non entriamo a dare un'occhiata?’, e così i nostri due eroi aprirono la porta e grande fu la loro sorpresa quando si ritrovarono in mezzo a una miriade di gabbie pieni di animali, ‘È permesso?’ chiese il genio informatico ammirando canarini, tartarughe, opossum, criceti, gatti, conigli, ‘Che bello! Sembra di essere in un parco zoologico’ esclamò Supermegaboy e avvicinò l’indice a una gabbietta dove dormicchiava una specie di piccolo cricetoide ‘Eh, pucci, pucci, pucci… Eh, pucci, pucci, pucci…’, ‘Fossi in lei toglierei il dito’ esclamò una voce femminile alle loro spalle, e fu così che Supermegaboy ritrasse spaventato la mano un istante prima che la boccuccia del cricetoide si trasformasse in Leggi tutto →

supermegaboy - episodio 27 - oreste maria pippettiEra un pomeriggio di metà autunno a Firenze City, quando Supermegaboy e Adalberto Nabucco erano chiusi nella loro automobile, e tentavano di rimanere immobili per non fare innervosire Gozzallo, che intanto li guardava da dietro il finestrino, ma d’improvviso Supermegaboy starnutì, malgrado il genio informatico lo avesse pregato di trattenersi, al che Gozzallo ebbe una reazione alquanto violenta, e il suo terribile verso fece tremare tutti gli alberi di Cascine Park, poi il mostro afferrò l’auto in cui si trovavano i due eroi e la sollevò da terra pronto a scaraventarla verso il fiume, e fu in quei terribili momenti di terrore che Adalberto guardò Supermegaboy e gli disse: “Caro amico, se non dovessi farcela, ti lascio i miei averi, che si trovano nel terzo cassetto della quarta scrivania a partire da destra rispetto al bagno nel laboratorio segreto”, e Supermegaboy lo ringraziò con le lacrime agli occhi dicendogli “Grazie, non c’ho capito un kaiser ma apprezzo il pensiero. Io invece ti lascio le chiavi del mio appartamento, che però non so bene dove sia. E già che ci siamo, caro amico, ti confesso che l’ombrellino verde a cui tenevi tanto, quello che si apriva pigiando il bottoncino a forma di ape… be’, insomma, non è stato il postino a romperlo, come ti avevo raccontato, ma sono stato io, per schiacciare una zanzara”, al che il volto di Adalberto s’infiammò “Brutto bast…” e già stava per afferrare Supermegaboy per il collo, quando Gozzallo dette un violento scossone all’auto e l’alzò in aria, e i nostri eroi urlarono ormai rassegnati a fare un lunghissimo volo e a morire schiacciati supermegaboy episodio 27 gozzalloall’interno dell’abitacolo, e urlarono ancora, e poi urlarono un’altra volta, e dopo un minuto che Leggi tutto →