Monthly Archives: luglio 2014

Era una mattina di mezza estate a Firenze City quando Facundo Mostarda, ancora in debito di ossigeno per le fatiche dell’ultima avventura, entrò nel box doccia giurando a se stesso che cascasse il mondo avrebbe trascorso quel fine settimana in pantofole davanti alla tv e con una decina di chili di popcorn, ché anche i supereroi hanno diritto a un po’ di ferie e che diamine, ma mentre aveva lo shampoo sugli occhi squillò il telefono e lui ebbe un sussulto e scivolò nella doccia contorcendosi per puro caso nell’asana eka pada rajakapotasana, altrimenti nota come la posizione yoga del “piccione reale su una gamba”, e attivò inconsapevolmente per la prima volta il supermegajumper, il potere di teletrasportarsi in maniera casuale lungo i chakra supermegaboy episodio13 tundratantrici della Terra, e fu così che Facundo si ritrovò nudo, bagnato e con lo shampoo sugli occhi in un boschetto della tundra lappone, e in quello stesso istante a circa 3500 chilometri di distanza, in una Firenze City orfana del proprio eroe, nel buio della sua cameretta, un ragazzo aprì l’ultimo cd degli Impaled Saint, la brutal folk band del momento, lo mise nel lettore e per sbaglio attivò il programma di conversione, così la prima traccia intitolata Artsenif allad itattub e ollop li idnerp, iniziò a suonare al contrario, e dopo un istante gli occhi del ragazzo divennero opachi, quindi andò in cucina, tirò fuori il pollo arrosto dal forno, e mentre la madre gli urlava di posare il pranzo, lui tornò in camera e si lanciò dalla finestra, e lei cominciò a urlare disperata e si strappò i capelli e prese a pedate il gatto e rovesciò i cassetti, e poi andò con le lacrime agli occhi alla finestra e si ricordò che abitavano al seminterrato, e infatti il figlio era vivo e si era sbucciato solo un gomito contro un tombino e anche lo sguardo era tornato normale, e lei però capì che qualcosa non andava e allora andò al commissariato per denunciare il tentativo di suicidio del figlio ma il poliziotto le disse di attendere sulla panca, e lei si sistemò tra uno spacciatore e un travestito e prese a raccontare anche a loro la storia del figlio e intanto chiese come mai sulle panche dei commissariati ci sono sempre spacciatori e travestiti, e intanto il poliziotto corse dal tenente Leggi tutto →